Mi chiamo Antonella Arcuri e voglio condividere con voi la mia esperienza con la nevralgia del trigemino, una condizione che ha cambiato profondamente la mia vita.

Tutto è iniziato all’improvviso, nell’aprile del 2018. Ricordo ancora quelle prime scosse violente, talmente forti da impedirmi di parlare, mangiare o anche solo bere un sorso d’acqua. Non avevo mai provato un dolore simile, e non capivo cosa stesse succedendo.

Appena le crisi si sono leggermente attenuate, ho cominciato a fare una lunga serie di accertamenti. Ho iniziato con una radiografia ai denti, ma non è emerso nulla. Preoccupata, ho pensato al peggio, persino a un tumore. Il mio medico mi ha prescritto una risonanza magnetica alla testa, che ha finalmente fatto chiarezza: si trattava di una lesione da demielinizzazione che irritava direttamente il nervo trigemino.

Quel risultato mi ha sollevata dal timore di un tumore, ma ha aperto un nuovo percorso diagnostico per escludere altre patologie, come la sclerosi multipla, fortunatamente non confermata. Tuttavia, da quel momento ho dovuto imparare a convivere con la nevralgia del trigemino e con le sue crisi dolorose, che si presentano ciclicamente.

La mia vita è cambiata. Devo prestare attenzione a molti fattori che possono scatenare le crisi: il vento, l’umidità, i cibi duri, i luoghi con aria condizionata intensa – e in estate è davvero difficile evitarli. Anche andare dal parrucchiere è diventato problematico: l’aria fredda sui capelli bagnati è un rischio che non posso permettermi.

Con il tempo, le scosse sono diventate sempre più frequenti. Così ho iniziato una terapia farmacologica con Tegretol (carbamazepina), un neuromodulatore che mi aiuta a tenere a bada i dolori. Ma il vero sollievo, più efficace del farmaco, l’ho trovato grazie a una terapia che mi è stata consigliata dal centro di terapia del dolore: la terapia PENS.

Che cos’è la terapia PENS?

PENS è l’acronimo di Percutaneous Electrical Nerve Stimulation (stimolazione nervosa elettrica percutanea). Si tratta di una terapia non invasiva, ben tollerata e poco dolorosa, utilizzata soprattutto per trattare dolori neuropatici cronici come la nevralgia del trigemino.

Il trattamento si esegue in ospedale e dura circa 25 minuti. Con una semplice ricetta medica e il pagamento del ticket, è possibile accedere alla terapia. Il medico inserisce un ago-elettrodo sotto la cute, in corrispondenza della branca del nervo trigemino interessata. Questo ago è collegato a un apparecchio che emette impulsi elettrici a bassa frequenza, simili a quelli di un elettrostimolatore.

L’obiettivo è modulare l’attività del nervo, portandolo in uno stato di “riposo” per ridurre la trasmissione del dolore. Il sollievo è spesso immediato e può durare diversi mesi, a seconda della persona. Nel mio caso, i benefici durano sempre almeno tre mesi, a volte anche quattro. La terapia può essere ripetuta quando necessario.

Perché consiglio la PENS?

La terapia PENS mi ha restituito un po’ di serenità. Non è una cura definitiva, ma un efficace rimedio palliativo, che mi permette di affrontare la quotidianità con meno paura del dolore. È una terapia che consiglio caldamente a tutte le persone che soffrono di nevralgia del trigemino, soprattutto a chi – come me – ha trovato limitati benefici con i farmaci.

So che ci sono anche altre opzioni, come l’intervento chirurgico o le infiltrazioni di botulino, ma personalmente non ho mai preso in considerazione l’operazione, per via dei rischi e della scarsa garanzia di successo. Per il momento continuo con la PENS, che mi permette di “dimenticare” per un po’ di tempo questa malattia.

Con questa testimonianza, spero di essere d’aiuto a chi soffre di questa patologia. Solo chi la vive può capire la sofferenza che comporta. Auguro a tutti di trovare un po’ di sollievo. E… buona PENS a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *