Vivere con la nevralgia del trigemino significa convivere con un dolore difficile da spiegare a chi non l’ha mai provato. Un dolore che non è solo fisico, ma che cambia il modo in cui vivi le tue giornate.
Nel mio caso, ho notato una cosa con assoluta chiarezza: il clima ha un’influenza fortissima sulla malattia.
Il mio corpo reagisce in modo completamente diverso in inverno rispetto a quando arriva il caldo. E non è una sensazione vaga. È una realtà che vivo, anno dopo anno.
L’inverno per me è un periodo da sopravvivere.
Nei mesi freddi il dolore diventa una presenza quasi costante.
Non è solo il freddo in sé. È soprattutto il vento gelido che arriva sul viso e, anche se solo per un istante, scatena un dolore così intenso da fermarmi. Letteralmente. Mi blocca per strada, mi costringe a piegarmi, a chiudere gli occhi, a trattenere il respiro.
Possono essere pochi secondi, ma sembrano eterni.
Mi succede spesso di evitare di uscire se so che c’è vento. Anche una semplice commissione può diventare un incubo se so che dovrò affrontare una folata fredda sul lato sbagliato del viso.
Mi è capitato di deviare il percorso solo per cercare un lato della strada più protetto, o di camminare con una mano davanti al viso per difendermi. Chi mi vede da fuori magari pensa che stia facendo un gesto strano, ma dentro sto solo cercando di non farmi travolgere dal dolore.
L’inverno per me è fatto di silenzi, di rallentamenti, di paure piccole ma costanti.
È la stagione in cui tutto diventa più complicato.
L’estate, invece, è un momento di tregua.
Quando arriva il caldo, il dolore scompare.
È una sensazione quasi surreale dopo mesi in cui il viso bruciava per niente.
In estate, anche se c’è vento, non succede nulla. Il mio volto resta calmo, non ci sono scosse improvvise, non c’è quella tensione continua nel dovermi proteggere.
Posso uscire senza pensare troppo. Posso camminare con il viso scoperto. Posso finalmente sentirmi un po’ più libera.
È come se, per un po’, il mio corpo si concedesse una pausa.
Il caldo per me è un sollievo vero, e ogni estate è come una parentesi di respiro dentro a un ciclo che so tornerà a stringersi con i primi freddi.
So bene che questa è la mia esperienza, e non posso dire che valga per tutti.
Ma per me, la differenza tra inverno ed estate non è solo climatica: è una differenza di vita.
In un caso combatto ogni giorno per non cedere al dolore. Nell’altro, riesco quasi a dimenticare di averlo.
E ogni volta che arriva luglio, mi ritrovo a sperare che l’estate duri un po’ più a lungo.
Solo un po’.
Giusto il tempo per godermi questo fragile equilibrio che, almeno per me, il caldo riesce a portare.
Negli anni ho spesso pensato che fosse solo una mia impressione. Invece, cercando tra articoli scientifici e testimonianze di altri pazienti, ho scoperto che non sono sola.
✅ Uno studio pubblicato sul Korean Journal of Pain ha rilevato che circa il 20% dei pazienti con nevralgia del trigemino è sensibile a cambiamenti climatici: vento forte, freddo o vento gelido sono tra i principali fattori scatenanti.
✅ Un altro studio etiope ha confermato che circa il 25% dei pazienti peggiora durante stagioni fredde e piovose.
Fonte – PMC
✅ A livello neurologico, è stato dimostrato che temperature basse attivano il canale TRPM8, coinvolto nella percezione del freddo e legato a stati di ipersensibilità trigeminale.
Fonte – Molecular Pain
✅ Anche il riflesso trigeminale viene alterato dal freddo, influenzando la trasmissione del dolore nel nervo trigeminale.
Fonte – Neurosurgical Anatomy
E poi ci sono loro, le voci degli altri pazienti.
In alcuni forum internazionali, come Reddit, tante persone raccontano esperienze molto simili alla mia:
“As soon as there is a cold wind, the pain gets bad.”
“Winter is the hardest time.”
“I’ve been away somewhere hot and the pain vanished.”
– Reddit /r/TrigeminalNeuralgia
E tu?
Se anche tu convivi con la nevralgia del trigemino, mi piacerebbe sapere com’è per te.
Hai notato cambiamenti tra una stagione e l’altra? Il freddo peggiora anche i tuoi sintomi, oppure per te è diverso?
Scrivimi nei commenti o in privato.
Condividere le nostre esperienze ci aiuta a sentirci meno soli, e forse anche a capirci un po’ di più.

Cara Pink ho mia sorella con nevralgia del trigemino e dopo 10 anni operata di rizotemia, sta ancora molto male
anche con il caldo, hai saputo se qualcuno ha subito lo stesso intervento e sta bene?
Ciao Fiorina, mi dispiace molto per tua sorella, se ha deciso per l’intervento penso che non aveva alcun sollievo con i farmaci. Mi sapresti dire che tecnica di rizotemia ha scelto? Mi spiego meglio, la rizotemia ha l’obiettivo di interrompere le fibre nervose che portano il dolore, ma si possono usare varie tecniche, Rizotomia percutanea con glicerolo, Rizotomia termica a radiofrequenza, Rizotomia con compressione con palloncino, Crio-rizotomia (crioneurolisi), Rizotomia laser (o laser ablativo), Rizotomia stereotassica o con radiochirurgia (Gamma Knife, CyberKnife). Tua sorella a cosa si è sottoposta? Quando lo ha fatto e dove?