Chi convive con la nevralgia del trigemino sa che i farmaci rappresentano il primo passo del percorso terapeutico. Anticonvulsivanti come la carbamazepina o la oxcarbazepina sono ancora oggi lo standard iniziale. Ma cosa succede quando questi medicinali non bastano, quando gli effetti collaterali diventano insopportabili o quando il dolore continua a “bucare” la vita quotidiana?

Negli ultimi anni la ricerca ha aperto nuove strade: alcune già disponibili in Italia, altre ancora sperimentali ma promettenti.

1. TENS: la stimolazione elettrica transcutanea

La TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation) è una tecnica non invasiva che utilizza piccoli impulsi elettrici per modulare il dolore. Applicata con elettrodi sulla pelle in corrispondenza delle zone del trigemino, sembra ridurre l’intensità degli attacchi.

Una recente metanalisi ha mostrato che il dolore può scendere anche di 7 punti su una scala da 0 a 10. Effetti collaterali minimi, come un leggero formicolio o rossore locale.

📍 In Italia:

  • Policlinico Gemelli (Roma) – Unità di Terapia del Dolore
  • Istituto Neurologico Carlo Besta (Milano) – ambulatori dedicati al dolore neuropatico
  • Ospedale Niguarda (Milano) – centro di riferimento per le neuromodulazioni non invasive

2. Terapia genica sperimentale (KRIYA-748)

Una frontiera del tutto nuova arriva dagli Stati Uniti, ma apre scenari interessanti anche per il futuro in Europa. Si tratta di una terapia genica mirata, che agisce direttamente sulle cellule nervose del trigemino. Attraverso un vettore virale innocuo, viene inserito un canale ionico regolabile: il paziente può attivarne o sospenderne l’effetto tramite un farmaco orale già in commercio (varenicline).

L’idea è semplice quanto rivoluzionaria: trasformare i neuroni del dolore in neuroni “silenziosi”, con un trattamento potenzialmente duraturo e personalizzabile.

📍 In Italia:

Al momento questa terapia è ancora sperimentale e non disponibile. Tuttavia, per informarsi e accedere a studi clinici internazionali, i punti di riferimento sono:

  • AIFA – Registro delle sperimentazioni cliniche
  • Centri universitari di ricerca genetica come l’Istituto San Raffaele-Telethon (Milano) e l’Università di Padova – Dipartimento di Neuroscienze

3. Stimolazione del ganglio sfeno-palatino (SPG)

Quando il dolore è refrattario e nemmeno gli approcci farmacologici o non invasivi funzionano, entra in gioco la neuromodulazione mirata. La stimolazione del ganglio sfeno-palatino (SPG), tramite un piccolo impianto inserito vicino al nervo, ha mostrato risultati incoraggianti: riduzione duratura del dolore fino al 70–80% dei casi trattati nei trial più recenti.

È una procedura più invasiva, con rischi chirurgici, ma rappresenta un’opzione concreta per chi ha esaurito le alternative.

📍 In Italia:

  • Ospedale Molinette (Torino) – Centro di riferimento per la neurochirurgia funzionale
  • Policlinico Universitario Sant’Orsola (Bologna) – Unità di Neurochirurgia del Dolore
  • Ospedale San Raffaele (Milano) – centro di eccellenza per la neuromodulazione

Il percorso di chi affronta la nevralgia del trigemino non è mai lineare: spesso si parte dai farmaci, si passa attraverso tentativi e fallimenti, fino a cercare soluzioni più innovative.

Oggi sappiamo che la ricerca non si è fermata: la TENS offre un approccio semplice e immediato, la stimolazione SPG apre la porta a soluzioni neurochirurgiche più precise, e la terapia genica rappresenta la speranza di un futuro in cui il dolore possa essere “spento” alla radice.

L’importante è non fermarsi, chiedere pareri in centri specializzati e restare aggiornati: il dolore cronico non deve avere l’ultima parola.

Di Pink

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